DUE MANIFESTAZIONI PER LA PACE ASSAI POCO COMPATIBILI

 

Sabato cinque novembre si tengono due manifestazioni nazionali per la pace; esse si distinguono tra loro per parole d'ordine assai poco compatibili: una chiede la fine dell'invio di armi alla giunta di Kiev, l'altra pretende di continuare a sostenere in tutti i modi i golpisti ucraini.

 

La prima si tiene a Roma, consta di un corteo - decine di migliaia i partecipanti - che da piazza della Repubblica raggiunge piazza San Giovanni, ed è organizzata dalla galassia che fa riferimento al cartello Europe for Peace, alla quale si affiancano sigle - tra cui Anpi, Arci e Libera - del mondo dell'associazionismo, nonché la Cgil.

 

Non mancano, inoltre, alcuni partiti politici: oltre alle naturali presenze di Articolo Uno-Movimento Democratico e Progressista, Europa Verde, Sinistra Italiana e Unione Popolare, spuntano il Movimento 5 Stelle e la maggioranza dei sedicenti democratici, qui opportunisticamente in mera competizione tra loro per cercare di mettere il cappello alla giornata odierna.

 

L'altra si svolge a Milano e, tra le poche centinaia di presenti, vede la partecipazione di personaggi quanto meno discutibili: il radicale Marco Cappato; Pierferdinando Casini e Lia Quartapelle, parlamentari eletti con il Partito Democratico; l'ex ministro Carlo Cottarelli; Giorgio Gori, sindaco piddino di Bergamo; Letizia Moratti, appena dimessasi dalla carica di assessore alla Sanità della Regione Lombardia.

 

 

A mettere in piedi il presidio è il quarto polo - in particolare la componente guidata da Carlo Calenda - il cui unico vero obiettivo è semplicemente quello di mettere ancora in maggiore difficoltà il Partito Democratico, che tra poco sarà impegnato in un estenuante percorso congressuale al termine del quale dovrà decidere cosa fare in futuro.

 

E' chiaro infatti che, se all'assise nazionale dovesse prevalere chi si impegna per la costruzione di un soggetto unitario, di stampo ecosocialista, con il resto - Articolo Uno-Movimento Democratico e Progressista, Europa Verde, Sinistra Italiana, Volt-Movimento Paneuropeo Progressista - della "sinistra riformista", il soggetto calendiano rischierebbe di essere condannato definitivamente all'irrilevanza.

 

Non è un caso, a nostro avviso, che nel capoluogo lombardo siano presenti diversi militonti di Base Riformista, la corrente del Partito Democratico che raccoglie i renzisti ivi rimasti per impedirgli di svoltare a sinistra, mantenendolo legato mani e piedi al mondo cristiano cattolico apostolico romano.

 

 

Bosio (Al), 06 novembre 2022

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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